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Barcellona

Seconda città di Spagna ma primo centro della Catalogna, Barcellona è una metropoli affacciata sul mare dalle tante e contraddittorie anime. L’anima catalana è la più spiccata e la rende una città gelosa della propria cultura e delle tradizioni secolari, talmente orgogliosa della propria lingua da farla sopravvivere all’oblio franchista.
La Barcellona cosmopolita è invece quella da sempre aperta alle tendenze straniere, approdate grazie ad un porto attivissimo e alla vicinanza dei confini nazionali ed interpretate qui in maniera originale. Città culturalmente vivace e protagonista di un vertiginoso progresso economico, la capitale catalana è anche espressione concreta di una continua volontà di rinnovamento, sia esso dettato da necessità civiche (è il caso dell’Eixample) o da esigenze strutturali (vedi gli interventi per le Olimpiadi del 1992). Il turista che la raggiunge scopre un città antica e moderna al tempo stesso, dove alle maggiori rappresentazioni del gotico catalano si affiancano spettacolari espressioni del Modernismo e dove l’accostamento tra un vecchio quartiere di pescatori ed una moderna città olimpica non sembra poi così irriverente. Le bellezze architettoniche ed i capolavori artistici – insieme ad una gustosa cucina e ad una vita notturna tra le più animate – fanno di Barcellona una delle mete preferite dei viaggiatori che raggiungono la Spagna.

Le prime notizie di Barcellona risalgono al II secolo a. C. e parlano di una città fondata dai cartaginesi chiamata Barkeno che i romani conquistano e rendono colonia con il nome di Colonia Favencia Julia Augusta Paterna Barcino. La zona è poi terra di conquista per Visigoti, Mori ed infine per i Franchi di Carlo Magno, che proclama Barcellona capitale della “Marca Hispanica”. Il matrimonio tra l’erede della dinastia catalana e la discendente della casa d’Aragona e la conseguente unione delle due regioni segnano l’inizio di un periodo di grande prosperità per l’intera Catalogna. Il 1474 è l’anno delle nozze tra Ferdinando d’Aragona ed Isabella di Castiglia e della nascita di una Spagna unita, composta da Castiglia, Catalogna e Aragona. Barcellona perde gradualmente la sua importanza economica e mercantile, anche a causa dell’affermazione degli scali commerciali d’oltreoceano; comincia a nascere un forte sentimento indipendentista che crescerà sempre di più nei secoli. La prima vera dichiarazione di autonomia è del 1931 quando viene proclamata la costituzione della “Generalitat de Catalunya”, ma la gloria di Barcellona capitale dura solo fino alla guerra civile che vede la città roccaforte dei repubblicani subire nel 1939 l’occupazione dell’esercito franchista. Bisogna aspettare la morte del “Generalissimo” (1975) ed il nuovo corso democratico intrapreso dal giovane re Juan Carlos di Borbone perché la Catalogna si veda riconosciuta l’autonomia e riconquisti un parlamento autonomo.