Il re Olav Kyrre l’ha fondata nel 1070. Da allora Bergen ha attirato gente di ogni tipo: alcuni
sono solo passati, altri sono rimasti. Ma sono gli stessi abitanti ad aver viaggiato molto,
portando a casa una cultura internazionale, e facendo di Bergen la città più aperta di tutta la
Norvegia.
Bergen si sviluppò intorno al suo porto, diventando in poco tempo la città della navigazione,
del commercio e dell’artigianato per eccellenza. In quei secoli era la città più grande della
Scandinavia, sede del Re e prima capitale norvegese. Tale era la sua importanza allora, che la
Lega dei Mercanti di Hansa vi installò una delle sue basi, nel quartiere di Bryggen. Alcuni dei
mercanti tedeschi si stabilirono definitivamente in città, e i loro discendenti sono qui ancora
oggi. Così come sono ancora in piedi le Case Anseatiche di Bryggen, immutate nel tempo. E
proprio Bryggen è diventato il simbolo della città, la sua tessera d’ingresso nella prestigiosa
Lista Unesco del Patrimonio dell´Umanità.
I Bergenser sono fieri della loro città e delle tradizioni. Guardano al passato perché è parte del
loro presente. Vivono in una città con i piedi nell’acqua, la testa tra le nuvole, e il cuore al
posto giusto. Piena di entusiasmo e con la voglia di farlo condividere.
Le strade sono piene di gente che riempie caffè e ristoranti,
cercando i gusti del seafood del nord o di cibi alla moda, come le tapas; di gente che si scola
una birra sulla terrazza che dà sul porto, o che assaggia raffinati vini in una vineria. Di giorno,
invece, tappa d’obbligo è Fisketorvet, il mercato del pesce all’aperto, per assaggiare ai banchi il
salmone affumicato e i gamberetti, insieme alle fragole rosse e profumate, mentre i Bergensers
mangiano tortine al pesce o dolci alla cannella.
Il Festival Internazionale di Bergen, il più grande evento culturale del paese, segna il ritorno
all’»effervescenza» estiva. È del tutto normale che la città ospiti un avvenimento di questa
portata, perché solo la città di Grieg ha contemporaneamente fascino tranquillo e dinamismo.
Certo, non sempre il tempo aiuta, ma chi ci abita non ci fa caso: qualche goccia di pioggia non
può interrompere la vita, e nemmeno il divertimento. Lo spettacolo deve continuare. E di
spettacoli, nell’anno, ce ne sono parecchi, dagli show ai festival, dai balletti al blues e al
teatro. Tante occasioni per divertirsi e festeggiare, nei luoghi dello spettacolo e in quelli della
vita, parchi, piazze, vie. I Bergenser hanno la festa addosso, e ve lo comunicheranno
Venite in primavera, quando il rododendro e il maggiociondolo sono in fiore. Quando i tetti
rossi brillano al sole e le pietre che pavimentano le strade luccicano alla pioggia. Passeggiate
nelle stradine dove si piantano arbusti in tutti gli angoli strappati alla roccia.
Venite in estate, quando la terra luccica di ogni sfumatura di verde, quando i fiordi sono pieni
di barche e battelli, e la città risuona dei suoi visitatori.
Venite in autunno, o in inverno. A sentire la pioggia e il vento, e il calore dell’ospitalità.
Visitate Bergen quando vi pare, c’è sempre qualcosa da scoprire.
Si respira la storia nella vecchia Bergen, riparata dalle sue sette montagne. Ma non è solo
questa l’offerta della città: architettura e musei, shopping o «farniente» sulle terrazze sul
mare, mostre e concerti, negozi artigiani e ristoranti gourmet possono riempire qualsiasi
carnet. Se poi vi stancate di città e gente, la natura è a due passi. Basta salire su una delle
montagne, e si apre lo scenario dei fiordi, a dieci minuti dal centro. Pochi luoghi possono
vantare una situazione simile. Bergen ha la natura alle spalle.
