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20-01-2012

Le navi e le crociere assolutamente sicure

I sistemi di sicurezza dell’industria delle crociere sono assolutamente efficaci, oggetto di regole strettissime e dettagliate, dotati di tecnologia avanzata e costantemente aggiornata. Lo hanno affermato compatti gli esperti riuniti da CLIA, l’associazione internazionale dei vettori insieme all’ECC, il suo omologo europeo, che da Londra hanno spiegato tutto questo ai media britannici e di tutto il mondo, con una conferenza convocata in streaming sul web. Con Christine Duffy, presidente e ceo di CLIA, sono intervenuti William Wright, vp marine operation di RCCL; Richard Evenhand, ad di V Ships Leisure UK; Sir Alan Massey, ceo della UK Maritime and Coastguard Agency; Richard Johnson, direttore della Tanker Owners Oil Pollution Federation Ltd., specialista nelle emergenze di protezione ambientale dagli idrocarburi; e Tom Allan, consulente indipendente specializzato. A Roma, dopo la conferenza internazionale, ha offerto ancora chiarimenti Roberto Martinoli, ad di Grandi Navi Veloci e consigliere dell’European Cruise Council. Un incidente unico ed eccezionale Il caso di Costa Concordia dimostra tuttavia che l’incidente, «pur unico e assolutamente eccezionale» – come tutti hanno spesso ripetuto – può comunque accadere. Il che apre due linee di azione: la prima al livello internazionale, dove le associazioni delle compagnie e l’IMO, l’organismo delle Nazioni Unite al quale si devono i regolamenti della navigazione, dovranno far propria tutta la lezione che deriva da questa tragedia. E una seconda linea di intervento si prospetta per le singole compagnie, che dovranno ciascuna sottoporre i propri sistemi di sicurezza e i protocolli d’emergenza all’esame più severo, e se del caso rivederne ogni possibile debolezza. Senza dimenticare tuttavia che l’equipaggio di Costa Concordiaè riuscito a portare in salvo oltre 4.000 persone con la nave inclinata almeno al 40%, una prova di efficienza notevolissima, dato che le scialuppe – come ha spiegato Martinoli – sono in condizione di scendere agevolmente in mare solo fino al 20% di inclinazione. Ciò detto, nella conferenza di CLIA e ECC si è parlato di tutto, ammettendo che tutto certamente si può migliorare: i giubbotti salvagente sono nelle cabine, difficili da raggiungere per molti in caso di emergenza. Ma ce ne sono appositamente di supplementari, hanno spiegato a Londra, in prossimità delle scialuppe. Le esercitazioni d’emergenza con i passeggeri si fanno entro le 24 ore dall’imbarco, forse saranno ancora anticipate. Inoltre ogni equipaggio viene già appositamente formato per l’emergenza, svolge regolari esercitazioni settimanali, deve parlare la lingua ufficiale – che spesso è l’inglese – e quella prevalente a bordo: tutto è previsto e calcolato, le norme ci sono e a rispettarle consentono di affrontare con successo l’emergenza. Inoltre le grandi navi di ultima generazione in fatto di emergenze affrontano sfide e capitalizzano vantaggi sconosciuti alle navi più piccole: i megaliner ad esempio hanno tecnologia avanzatissima, una piattaforma più ampia per organizzare l’evacuazione, quindi maggiore flessibilità, e scialuppe molto più grandi. La formazione del personale di comando Quanto alla formazione del personale di comando, hanno spiegato a Londra, il percorso degli ufficiali è lungo e lungamente monitorato, sia dall’interno che all’esterno della compagnia, e ogni professionista porta in dote un curriculum al quale contribuiscono numerose valutazioni. E comunque a bordo la responsabilità finale del comando è affidata a un solo uomo, il quale deve essere libero di decidere e assumere responsabilità, anzitutto per il bene della nave e dei suoi passeggeri. Con la nota a margine che il codice di navigazione italiano impone al comandante di lasciare per ultimo la nave, ma non quello internazionale. C’è anche il fatto che gli investimenti in sicurezza – ha detto Martinoli – sono altissimi in valori assoluti, ma valgono una quota minima dei ricavi di questi grandi gruppi, che su questa voce non si sognerebbero mai di tagliare. Se non altro per convenienza, perché i clienti sono il loro vero e più importante patrimonio, e non potrebbero mai e poi mai metterne a rischio la sicurezza». Christine Duffy non ha risposto a domande sulla reazione del mercato, «non siamo qui per parlare di questo», ha tagliato corto. Ma a Roma Martinoli ha confermato che il booking procede in generale per le compagnie a ritmi invariati rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, in Italia come all’estero.« gennaio 2012